Compiti evolutivi degli Adolescenti
L’età della adolescenza, con le sue potenzialità critiche, può rappresentare un’occasione di trasformazione ed evoluzione. Un periodo dove costruire narrazioni del nuovo sé e aprire ampi orizzonti mentali. Una età dove è centrale la trasformazione puberale ovvero l’insieme dei cambiamenti fisici e biologici che conducono alla maturità sessuale e alla capacità di riprodursi ma che portano con sé forti interferenze sul piano dell’equilibrio psicofisico, dei comportamenti e delle relazioni intra-interindividuali. Di seguito i compiti evolutivi che gli adolescenti sono chiamati ad eseguire:
- Separazione e individuazione
- Mentalizzazione del corpo
- Nascita come soggetti sociali
- Sviluppo di valori e ideali
Il primo compito, quello di Separazione e individuazione, coincide con la formazione dell’identità e la separazione dalle figure di riferimento. In particolare, l’adolescente in questo periodo rinuncia ai vissuti di idealizzazione genitoriale tipici della fanciullezza e si affaccia da solo, in modo autonomo, alla vita.
Il secondo compito, quello di Mentalizzazione del corpo, coincide con la capacità della persona di accettare che il proprio corpo sta cambiando,si sta trasformando da corpo infantile, a corpo adulto. Da corpo asessuato, diventa corpo sessuale e potenzialmente generativo. È importante, quindi, che la persona arrivi a “seguire con la mente” le modificazioni che stanno avvenendo e a rappresentarsi il suo nuovo corpo adulto.
Il terzo compito, quello della Nascita come soggetti sociali, coincide con l’affacciarsi dell’adolescente al gruppo dei pari e con l’allontanamento dai genitori come unica fonte di conoscenza del mondo. Le amicizie, i primi amori, la scuola, e in generale, il concetto di “gruppo”, risultano, importantissimi in questa fase del ciclo di vita eil soggetto inizia ad assumersi la responsabilità di un ruolo socialmente riconosciuto, rispondendo anche alla domanda: “Che posto ho io nel mondo?”
Il quarto compito,Sviluppo di valori e ideali, si riferisce alla possibilità dell’adolescente dicreare un proprio sistema valoriale anche diverso da quello genitoriale. Allo stesso tempo, permane ancora, anche se in modo discontinuo, il bisogno di protezione e i genitori sono ancora il punto di riferimento nei momenti di difficoltà. Per tale motivo, questa risulta essere una fase molto delicata e il processo di cambiamento deve avvenire in modo congiunto tra genitori e figli.
Focus sulla fase preadolescenziale 11-13 anni
Importanza dell’amico del cuore e propensione ad anticipare i tempi.
In questo momento l’amico del cuore costituisce una figura cruciale tant’è che si è scritto molto a riguardo non solo nella letteratura psicologica ma in molti romanzi per l’infanzia e non. Dal punto psicologico, è possibile attribuirgli due funzioni:
a) Costituisce un’importante fonte di appartenenza, di contatto e di calore alternativa alla famiglia
b) Costituisce una sorta di specchio dei mutamenti che attraversano corpo e mente.
Condividendo spesso lo stesso sesso e la stessa età, l’adolescente può utilizzarlo come metro del proprio trasformarsi e acquisire così una maggiore percezione di quanto li sta accadendo e del punto a cui si trova nel processo di sviluppo puberale. Questo reciproco osservarsi non è privo di occasioni di tensione: quando compaiono differenze nei ritmi di crescita o nel grado di apertura e apprezzamento che si ricevono dal mondo esterno, queste possono provocare o accentuare forme di disagio e di insicurezza. Rivalità e sentimenti di invidia caratterizzano la relazione con l’amico del cuore tanto quanto lealtà e solidarietà, rendendo questo rapporto una preziosa palestra in cui allenarsi nella gestione di sentimenti e affetti. Alla precocità della maturazione biologica vanno spesso ad accostarsi anche anticipazioni nei comportamenti, una spinta a bruciare le tappe, a spingersi verso modelli identitari più adulti, che mettono gli adolescenti in situazioni di rischio e lasciano i genitori in condizioni di ansia e impotenza educativa. L’Osservatorio nazionale sulla salute dell’infanzia e dell’adolescenza ha segnalato in Italia la percentuale dei ragazzi che hanno rapporti sessuali prima dei 14 anni è raddoppiata in un anno, passando dal 10% del 2012 al 19% del 2013. Linguaggi erotizzati e sperimentazioni sessuali sono oggi sempre più presenti nell’esperienza del preadolescente, dandogli la possibilità, almeno nelle sue rappresentazioni soggettive, di passare più rapidamente dal mondo delle fantasie a quello della pratica. Lo stesso vale per l’uso di sostanze stupefacenti, alcol e cannabis in particolare. I ragazzi, almeno in parte, vivono un maggior grado di accessibilità al consumo, quasi si trattasse di pratiche più vicine alla norma che all’eccezione, percependo come più naturali e meno gravi le occasioni di “assaggio”, magari in momenti rituali come le feste di fine anno o le veglie notturne nella gita di terza media. Da un rapporto dell’Istituto superiore della sanità del 2016, il 17% di tutte le intossicazioni alcoliche giunte in pronto soccorso riguarda ragazzi al di sotto dei 14 anni. Tratto dal libro I Mutanti di Sofia Bignamini
Stralci di dialogo estrapolati da colloqui clinici, ovviamente i nomi sono stati modificati.
a) Viviana 13 anni:
Dott.C: “Chiudi gli occhi, respira e dimmi con i tuoi tempi, la prima cosa che ti viene in mente che vorresti”
Viviana: “Vorrei tanto una “besties”, sa cos’è?
Dott.C: “uhmm..suppongo l’amica del cuore”?
Viviana: “si esatto, mi sento sola ….non l’ho mai avuta”!
b) Laura 11 anni:
Dott.C:”Dato che hai scelto di disegnare una figura umana, decidi tu anche chi”
Laura: “prima io disegno, poi tu indovini”
Dott.C: “Ci sto, affare fatto”
Laura: “Finito..quindi chi è?”( espressone accompagnata da sorriso enorme e trepidazione)
Dott.C: “Una tua amica”.
Laura: “Nooo. non una.. La mia migliore amica Linda. Senza di lei non faccio nulla, ci sentiamo anche per decidere come vestirci “
Dott.ssa Carla
